Molti giornali ignorano o sottovalutano un problema che si sposta dalle grandi città nei mesi estivi e si trasferisce nei luoghi di vacanza. Simonetta Chierici che combatte valorosamente da anni contro le movide cittadine ,avrebbe pane per i suoi denti andando ad Alassio o Rapallo o persino all’Argentario. Molte località di mare italiane quest’anno stanno conoscendo una movida violenta e vandalica che ha visto gruppi di ragazzini ubriachi e magari anche drogati che minacciano e insultano clienti seduti in un bar, distruggono l’arredo urbano ,tentano di aggredire agenti della polizia comunale, disturbano la quiete pubblica. Scrive il giornalista Gio’ Barbera su “La Stampa”: “ È l’estate delle risse , degli scippi, delle rapine e dei danneggiamenti soprattutto nel cuore della notte e nei weekend”. Così non si può più andare avanti e le promesse di maggiori controlli il prossimo anno suonano come una vera presa in giro. Un quadro intollerabile che si ripete un po’ in tutta Italia e che ha costretto gli esercenti ad assumere vigilantes ,quasi non dovessero già fronteggiare mille altre difficoltà economiche provocate dal Covid. Tutte le polemiche stupide contro le mascherine e i green pass da parte di adulti mai cresciuti sono l’altra faccia della medaglia di una situazione che vede molti adolescenti diventati teppisti . C’è un sindaco che invoca per i responsabili di questa movida violenta i “ lavori forzati “ ,una proposta clamorosa quanto non praticabile: fumo negli occhi a cittadini e turisti esasperati. Il problema è sicuramente educativo ,a partire dalle famiglie che non educano e non controllano i propri figli ,per non parlare di una scuola che con ogni probabilità riprenderà di nuovo senza la sicurezza necessaria e sarà destinata per il terzo anno a dichiarare fallimento. Il ministro Bianchi anche stavolta si rivela un pessimo ministro, non molto dissimile dalla signora grillina dello scorso anno. Occorrono leggi più severe che consentano alle forze dell’Ordine interventi e arresti che non trovino in magistrati troppo indulgenti la vanificazione del lavoro di prevenzione e di repressione dei reati commessi da questi teppisti che vestono alla marinara. Un paese in piena pandemia non può permettere a ragazzini di creare ulteriore caos, quasi già non bastasse quello creato dai no vax. E’ l’imbarbarimento delle nostre città che si trasferisce d’estate al mare. Ripeto, i genitori hanno delle responsabilità anche penali e pecuniarie che vanno individuate con fermezza. Non occorrono “lavori forzati“ , occorre applicare le leggi vigenti senza debolezza e se necessario vanno aumentate le pene. I vandali in vacanza non hanno giustificazioni “sociali” simili a quelle che hanno consentito a tanta delinquenza giovanile nelle barriere urbane di crescere con il richiamo a tesi demagogiche e giustificazioniste, che in Italia continuano ad imperare . Occorre usare il pugno di ferro ,senza guanto di velluto .Altrimenti accettiamo come fatto irreversibile la fine del vivere civile . Questi talebani occidentali vanno combattuti e messi in condizione di non nuocere, sperando di poter contare su gente migliore di Biden …. Certo senza rinunciare all’educazione famigliare e scolastica. Ma quando un genitore non sente il dovere di usare neppure la mascherina in ascensore , che autorità può esercitare ? Anche lui andrebbe rieducato senza tanti complimenti . Questi sono tempi di ferro e di fuoco e vanno affrontati con gli strumenti idonei . Diceva il vecchio Machiavelli che gli Stati non si governano con i pater noster. La libertà e la democrazia sono diritti che i cittadini devono meritarsi e ogni desiderio, anche il più illegittimo ,non può essere considerato un diritto. I nichilisti alla Gianni Vattimo che hanno fatto tabula rasa di ogni valore sono i primi responsabili del traviamento dei giovani e delle famiglie. Quando il pensiero teoretico vacilla – dice il grande Guglielmo Gallino – anche il pensiero della gente normale ne esce sconvolto. Se poi aggiungiamo gli effetti della reclusione a causa della pandemia abbiamo il quadro devastante in cui stiamo vivendo.
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