Oggi ha lasciato il nostro mondo uno degli attori più amati di sempre, Sean Connery. Tutti lo ricordano per essere diventato famoso nei panni dell’agente segreto 007, James Bond, che ha impersonato ben 7 volte, e che gli ha donato la fama, ma Sean Connery era un uomo volitivo e capace di passare da un personaggio all’altro con eleganza e ironia. Al di là del suo grande talento, ha saputo portare nelle sue interpretazioni il fair play della sua cultura, come pure la ruvidezza delle lande scozzesi. Al cinema negli anni è stato via via un uomo di azione, un guascone, un highlander, persino un anziano e disilluso Robin Hood, che riincontra la sua amata Marian, ritiratasi in convento, e vive con lei un’ultima, serena passione. Negli anni ’90 impersona un imbranato e  distratto archeologo alla ricerca del Sacro Graal, ne: “Indiana Jones e l’ultima crociata”, in cui affianca il figlio Harrison Ford alla ricerca della Coppa della Cristianità. Ma di tutti questi personaggi, quello che ricordo più volentieri è il monaco Guglielmo da Baskerville  de: ”il nome della rosa”, film degli anni ’80 di Jean Jacques Annaud, tratto dal best seller “Il nome della rosa”, di Umberto Eco. Un nuovo modo di compendiare storia, filosofia, giallo e scienza attraverso un insolito investigatore ante litteram, che di mestiere principale fa il monaco in odore di eresia. Caro Sean, sei andato in un’altra dimensione, dove ti immagino osservarci con il sopracciglio sinistro alzato, che accompagna l’angolo della bocca in un sorriso ironico, con il quale hai vissuto tutta la tua lunga e felice vita ed ora ti renderà il preferito nel mondo delle anime belle, come la tua. Buon viaggio Guglielmo!