E’ iniziato il viaggio del treno celebrativo del centenario del Milite Ignoto traslato cent’anni fa da Aquileia a Roma per essere sepolto al Vittoriano che da allora divenne l’Altare della Patria. Nel 1921 furono giornate di intenso patriottismo, malgrado stessimo vivendo in un clima da guerra civile scatenata da fascisti, socialisti e comunisti. La violenza miracolosamente cessò e l’Italia si inginocchiò e lancio fiori, rivolgendosi alla bara del caduto senza nome  che rappresentava i 650mila Caduti della Grande Guerra. Poi riprese a divampare più di prima. Giolitti si era dimesso da presidente del Consiglio nel luglio del 1921 e stava anche  tramontando l’Italia liberale. Oggi a distanza di un secolo il Ministero della Difesa ha promosso delle manifestazioni in collaborazione con Ferrovie Italiane per il centenario. Magari gli intendimenti saranno anche stati ottimi ,  ma guardando i video che girano sul web si nota la confusione e l’assembramento di gente alla stazione di partenza che certo stona con la ricorrenza storica che avrebbe imposto ordine ed austerità  . Al passaggio alla stazione di Venezia il treno è stato  accolto dalla fanfara degli alpini che  ha intonato  “La leggenda del Piave“, ma il sindaco di Venezia era assente e soprattutto erano  assenti i veneziani: la stazione era incredibilmente è vergognosamente deserta. Il treno in altre località appare soprattutto un’attrattiva turistica da visitare, mentre dovrebbe suscitare  ricordi storici se non sentimenti di amor di patria oggi impensabili o addirittura considerati da troppi vuota  retorica. I tempi del Presidente Ciampi che aveva rivalutato il valore della Patria e della storia sono davvero lontani. La stessa bandiera in cui venne avvolta la bara del Milite ignoto è stata cambiata perché quella originaria aveva lo scudo sabaudo. Possibile che la Repubblica nata nel 1946 non abbia la forza di rispettare la storia e si accanisca contro una vecchia bandiera? Vedremo come andrà la cerimonia all’Altare della Patria a Roma il 4 novembre , ma certo le prime sensazioni non sono positive. Il Centro Pannunzio ha ricordato con  un affollato  e partecipato concerto al Museo Nazionale del Risorgimento a Palazzo Carignano il milite ignoto che verrà anche ricordato sul web (canale Facebook del Centro Pannunzio) domenica 7  novembre alle 17. Noi non siamo immemori della storia d’Italia e riteniamo che una boccata di patriottismo non possa far male in un’Italia divisa dai no Vax che hanno  addirittura usurpato l’uso del Tricolore.