A “ Carta Bianca “ ho ascoltato le opinioni di Oscar Farinetti e di Arrigo Cipriani, due nomi che rappresentano, in misura differente per tradizione e stile , la ristorazione italiana anche a livello internazionale.
Malgrado le evidenti assurdità di norme caotiche e nello stesso tempo molto costrittive, Farinetti si è dichiarato ottimista e soddisfatto dell’ operato del Governo, ignorando gli errori, anche quelli più marchiani, commessi nella fase fase 1 e nella fase 2. La fedeltà politica perinde ac cadavere porta Farinetti ad accettare tutto, compresa la regolarizzazione di 650 mila immigrati, sottovalutando la crisi profonda e forse irreversibile delle nostre imprese turistiche e ricettive. Ho sostenuto senza distinguo che a maggior ragione oggi bisogna accogliere tutti, come se la pandemia non esistesse.
Cipriani da uomo libero ha parlato senza peli sulla lingua e ha evidenziato chiaramente l’ impossibilità da parte della stragrande maggioranza dei ristoratori di riaprire i loro locali ed e’ arrivato addirittura a paventare un’uscita dalla Ue della Germania, così come ha fatto la Gran Bretagna. Cipriani ha citato una norma che prescrive – testuale – la “prenotazione preferibilmente obbligatoria“ per accedere al tavolo di un ristorante.
Da uomo abituato a ragionare in termini internazionali, ha collocato la crisi italiana nella dimensione esatta della sua gravità anche rispetto all’Europa.
Farinetti è uomo che proviene dall’apparato politico e non si è mai discostato dall’ambito provinciale in cui è nato e cresciuto.
Arrigo Cipriani è il moderno Marco Polo che ha portato la cucina e soprattutto l’ospitalità veneziana e italiana nel mondo e ragiona senza vincoli politici.
Il fatto incontestabile è che i distanziamenti imposti a tutta Italia senza discernimento impediranno ai locali di aprire o li costringeranno a fallire dopo aver riaperto.
Così sarà la fine dice Cipriani, ricordando che dal ‘43 al ‘45 il suo Harry’s Bar era diventato un bivacco del marò della X Mas repubblichina. Dopo l’occupazione fu possibile riprendere il lavoro e rinascere. Oggi questa ipotesi è molto dubbia e anche l’ex Sindaco di Venezia Massimo Cacciari si è detto d’accordo con Cipriani. Il povero Farinetti con il suo ottimismo leibitziano vedremo cosa saprà inventare per salvare Eataly.
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