Non ho mai avuto stima di Bobo Craxi, il figlio di papà, mai cresciuto, che adesso si improvvisa storico, non potendo più da tanti anni fare il politico. L’eredità di Bettino non è certo passata a questo giovane viziato che non ha mai lavorato. Ho letto una sua intervista in ricordo di Ugo Intini, il portavoce  settario e in parte persino comico di Craxi e direttore dell’ Avanti! che sarà stato anche un uomo coerente, ma di scorsa personalità. Bobo lo ha paragonato a Nenni che fu un grande giornalista d’istinto, senza averne la cultura e lo paragona a Pertini che prima di lui diresse “Il lavoro“ di Genova, anche se si limitò a fare il direttore politico: Pertini non fu mai un giornalista vero e la sua ottocentesca verbosità non ebbe nulla della secchezza necessaria per scrivere su un giornale rivolto prevalentemente agli operai. Intini ha mantenuto la coerenza, ma quest’ultima virtù non basta per la storia. Ho letto di recente la prefazione ad un libro in cui emerge la sua vecchia passione anticomunista ,ma ho notato con rammarico che egli  non dedica neppure un cenno a Giacomo Matteotti, l’esempio più vero e più alto di un socialista democratico che diede la vita per affermare i suoi ideali. Forse per Intini restava il padre di Nicolazzi come diceva Craxi? A Bobo vorrei chiedere se sa che il più importante direttore dell’Avanti! fu Mussolini come sosteneva con lucidità  e amarezza uno storico  vero, Emilio R. Papa.