uno schema strategico/concettuale
A differenza della Grande Guerra che ha visto contrapporsi due alleanze consolidate da decenni (fatto salvo il voltafaccia italiano), la Seconda Guerra Mondiale (d’ora in poi SGM) vede confliggere non meno di tre schieramenti con situazioni variabili nel tempo.
Chiunque abbia qualche dimestichezza con giochi (da tavolo, videogames, ect.) sa perfettamente che in tre la situazione è fortemente asimmetrica (tant’è che in genere si compensa l’asimmetria, alzando la condizione di vittoria con scommesse iniziali) e di norma si verificano due situazioni: o uno sta a guardare gli altri due che si scannano, poi interviene alla fine e vincere tutto (tra i due litiganti il terzo gode), o due si alleano contro il terzo salvo poi combattersi sulle sue spoglie. Esplicitando tutte le combinazioni si possono verificare sei scenari: A alleato a B contro C, A e C contro B, B e C contro A, A sta a guardare B combattere contro C, B guarda A contro C, infine C guarda A contro B.
Nella fattispecie l’Europa, negli anni ’30 si divide in tre fazioni per ragioni geostrategiche e politiche. Da un lato i paesi liberaldemocratici (Gran Bretagna e Francia che chiamiamo A) in forte crisi e senza velleità espansionistiche, dall’altro l’egualitarismo comunista applicato all’Unione Sovietica (C) che ricerca, come già la Russia zarista, di raggiungere i mari caldi spingendo verso ovest. Al centro l’idea organicista della società che si concretizza nei fascismi, in particolare nella Germania nazista (B), desiderosa di riprendere il processo egemonico in Europa che già era stato tentato dal Kaiser Guglielmo II.
Sorprendentemente si realizzano o, quantomeno, vengono presi in considerazione, guardando alla situazione militare più che a quella diplomatica, quasi tutti gli scenari:
B e C contro A – settembre 1939 Germania ed URSS, alleate, si spartiscono la Polonia;
C guarda A contro B – 1940 Stalin assiste all’invasione della Francia ed alla sconfitta dell’esercito inglese, nella piena consapevolezza che, se l’anno prima avesse firmato l’accordo con i francesi invece del patto Ribbentrop-Molotov, si sarebbe accollato gran parte dell’onere della guerra;
A guarda B contro C – 1941-44 Gran Bretagna e Stati Uniti osservano Germania ed URSS che si dissanguano: Stalin chiede insistentemente agli alleati l’apertura di un secondo fronte, ma nel ’42 sono impegnati in nord Africa, inoltre saggiano a Dieppe la resistenza tedesca uscendone molto malamente, nel ’43 sbarcano con poca convinzione in Sicilia, quindi rinviano lo sbarco in Francia al giugno ’44, nel complesso prendendosela alquanto comodamente, pur essendo alleati (in questo senso la situazione militare porta a considerazioni molto diverse rispetto a quella diplomatica);
A e C contro B – giugno ’44-’45 l’alleanza finalmente funziona fino alla distruzione della Germania;
A e B contro C – è l’idea che coltivavano Goering ed Himmler nell’aprile ’45: dopo la sconfitta del Reich e la morte di Hitler, in una logica di contrapposizione USA URSS (loro non sapevano che la guerra sarebbe stata fredda per la deterrenza nucleare) l’occidente avrebbe avuto bisogno della Germania come forte baluardo ed ognuno di loro si illudeva di esserne il garante;
B guarda A contro C – è l’unico scenario che non si è mai verificato o, meglio, che non si è mai verificato con B come potenza, ma solo dopo le due sconfitte tedesche, prima con gli aiuti inglesi contro le truppe bolsceviche, quindi durante la guerra civile in Russia, quindi durante la guerra fredda.
Lo schema sarà anche accademico, ma aiuta a comprendere una situazione che è ben più articolata della versione semplicistica che si insegna nelle scuole: settembre ’39 – aprile ’45, Asse contro Alleati.
Vi sono più cose nel cielo e nella terra, Orazio, di quante ne sogni la vostra filosofia.